Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra.

Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra.

Ormai più di un mese fa ho avuto la fortuna di partecipare ad una degustazione storica di vini del Vesuvio: 11 annate di Lacryma Christi bianco dell’azienda di Terzigno: Cantine Villa Dora.

Una cosa da restarci secchi, poiché mai come questa volta, mi sono reso conto delle incredibili potenzialità dei vini della mia terra; eppure non riuscivo a scriverne! Non trovavo la chiave di lettura per non fare una serie di piccole schede degustazione noiose e pallose….. poi stasera l’illuminazione!

Di chi stiamo parlando? Cantine Villa Dora … si lo so ne ho già parlato ma credetemi qui la storia si fa dura e seria! se volete vedere di cosa stiamo parlando qui sotto trovate il documentario che girai da loro.

Se poi il video non vi basta di un loro vino ho Scritto anche qui.

Bene ora che vi ho fatto tutti il riassuntivo possiamo passare alla ciccia!

Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra

Villa Dora per me è una delle realtà più incredibili che l’Italia ha da mostrarci (in verità il Vesuvio ne ha almeno altre due) ma non potevo esserne certo fintanto che non non avessi dinanzi 11 annateraccontate da Vincenzo Orabona, giovane Brand manager e Massimo Biletto sopraffino narratore e divulgatore di Bibenda: a loro due la mia più profonda gratitudine.

Perché dico che la serata è stata incredibile? anche se fino ad ora non ho scritto un verbo sui vini?

Beh per poterlo capire dovete entrare nella mia testa, e già da ora chiedo scusa a tutti ma non posso fare a meno di raccontarlo così: Il Lacryma Christi bianco ha un assonanza pazzesca col riesling tedesco: non tanto solo nella palette aromatica ma piuttosto nella possibile meccanica di produzione .

Stiamo parlando di un vino realizzato da un blend di due uve: una, quella autoctona del Vulcano si chiama Caprettone e l’altra è la Falanghina.

Oggi sappiamo che il Caprettone non è un modo di chiamare la Coda di volpe ma un vitigno a se che cresce e viene coltivata (che io sappia) solo nell’areale vesuviano. Perché lo paragono al riesling renano? Villa Dora lavora solo in acciaio (menomale) e i vini che nascono sono figli di un interpretazione enologica in cui l’uva non viene vestita (tranne nella prima annata 2002) dal legno; qui il lavoro che si fa è di puro erotismo, il vino viene spogliato di tutti i vestiti pesanti poi dalle calze e resta solo in lingerie. Quando sono stato in Germania notai che i vini che erano tratti dai Cru più importanti facevano solo acciaio e all’inizio non capivo perché visto che io stesso sono figlio di quella visione Yuppie per cui il vino bianco di qualità doveva sapere di paranca e vaniglia.

Poi nella secondo decenni del 2000 ho capito che molto lo dovevo rivedere e ristudiare, la prima cosa che capii è che i vini più longevi al mondo non sono rossi ma bianchi e questi stessi non fanno una cips di legno ma solo acciaio. Non è che qualsiasi vino bianco può reggere ili secolo ma diciamo che come regola generale noi italiani beviamo i vini bianchi sempre (e dico sempre) troppo giovani! di moltissimi vitigni che hanno immense possibilità di invecchiamento si dice che potrebbero vivere trenta anni. ma poi non se ne trova una bottiglia una per poterlo verificare: Villa dora invece ha disponibili tutte le sue 18 annate prodotte e aggiungerei ad un prezzo che rende questa esperienza ancora fattibile!. L’anima stessa Del Vesuvio che è minerale, sulfureo e pieno di note che vendemmia dopo vendemmia esplodono e si trasformano in qualcosa di assolutamente unico.

Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra

Per capire questi vini serve comprendere il Lugo, l’ironia dei suoi abitanti, e provare a farlo con la stessa raffinata, grezza sensibilità che i musicisti del delta del Mississippi usavano per raccontare i fatti di piccoli eventi quotidiani d’amore, odio, campi o società; dobbiamo farlo senza copiare quel linguaggio ma cercando un modi di fare e di essere assolutamente autoctono come il Caprettone, come la vista del golfo di Torre Annunziata, come l’odore dei sassi ne vini di Vincenzo o come la musica di Tony Tammaro!

Lo so vi state rivoltando sulla scrivania e qualcuno ha chiamato il prete per esorcizzarmi, ma che cazzo ha scritto Zombi Tony Tammaro?

che centra col vino del Vesuvio!

Ragazzi non avete idea di quanto centri a patto che mi concediatequesto articolo senza proferir parola sino alla fine!

io sono nato nel 1981 e quando Tony Tammaro pubblico il suo primo disco PRIMA CASSETTA Di MUSICA TAMARRA, era solo Voce e chitarra, proprio come i bluesman del Delta. Se il nobile Fiano era la colta chitarra di Pino Danile, il Caprettone ,che già dal nome sembra urlare “Lello scala o Panar! ” ,era la rustica (non rozza) visione popolare infarcita dell’unico elemento irripetibile ovvero il colore umano.

La musica di Tony Tammaro anche se ironica, regionale e dialettale ,racchiude in se (sopratutto ilquel suo primo disco e nel successivo “Nun Chiagnere Marì” del 91) quella pulsazione animale, quella intensità ferale e umana che trovo anche nelle registrazioni di Son House …. e non è detto che fossero tanto diverse nei contenuti!

bene non ci credete?

Questa musica, per quanto assurda, ironica e cafona è autentica! e alla maggior parte dei vini di oggi ciò che manca è proprio l’autenticità! Mentre invece nei vini di Villa Dora per il 90 per cento sono autentici e solo in piccolissima parte sono risultato di trasformazioni enologiche. Parlare di un Cantautore de genere e di vini che inizialmente erano associati al riesling renano? si assolutamente si inderogabilmente si!

Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra.

Mi ricordo che avevo forse dieci anni quando scopri questo “Cantanto” assurdo e bellissimo e trentasei quando mi sono rinnamorato del vino del Vesuvio che a sua volta può essere autentico all’inverosimile.

Villa Dora ha creduto da sempre nell’invecchiamento delle annate, al punto che ancora oggi dalla 2002 alla 2020 tutte sono acquistabili in cantina e tutte sono bevibili ed ogni anno migliorano come quei testi che ti restano in testa e nun c può’ fa niente: se hai 30 anni e qualcuno allocca Patrizia tu di rimando conoscerai il proseguimento della “canzona!” allo stesso modo se stappi un vino di Villa Dora ti trovi dinanzi a un vino solo voce e chitarra! Uva e acciaio e ogni piccola variazione nasce dall’annata e dal tempo.

Ora Segutemi, che succede se a un vino escludi tutto? levi gli orpelli, levi le cazzate e lasci solo l’uva? resta l’anima di un territorio. Per capire se questa anima è vera o no lo fai invecchiare.

Bene quello che viene fuori è il terroir senza assoluta e incontrovertibile negazione del fatto!

Non tutti i vini sono così credibili da avere un’anima che ancora oggi dopo quasi vent’ anni si dimostra così giovane e bevibile .. eppure… allo stesso modo, se vi ascoltate quei primi dischi di quel buontempone mattatore cantautore di Tony avrete sempre e comunque la verità!

Che poi tradotto vuol dire: ci sono territori unici come il Vesuvio, che solo ora stanno avendo vignaioli capaci di raccontarlo e che per anni si è trovato all’interno di molta mediocrità.

Verticale storica Villa Dora! Lacryma Christi del Vesuvio voce e chitarra.

Quando hai nei bicchieri vini giovani ancora ben vestiti con quelle note di agrumi, fiori bianchi e un accenno di note minerali…. e poi le annate proseguono e, come con un Walkman nelle orecchie, ti rendi conto che quella “cascetta” non si sente più bene ma l’emozione di quella registrazione low cost (mixed By Harry \ questa la può capire solo qualcuno dell’interland napoletana) pian piano ti fa venire da piangere: in quel disco stroppiato c’è tutta la tua giovinezza.

Probabilmente, quella annata 2004, per qualcuno ha rappresentato l’anno più bello della sua vita. Io ci credo profondamente che i vini hanno questa grande capacità, un sorso richiama alla mente il tempo, colori e odori e si viaggia indietro nel tempo sino. fuori a quel liceo, o….. va beh è troppo personale come storia .

Si innescano nella testa delle emozioni che sono uniche , ma devono essere oneste e pulite, e Villa Dora lavorando solo con l’acciaio non ha contaminazioni di vasi vinari che rilasciano note aromatiche diverse da quelle del vino!

Praticamente hanno fatto la stessa cosa che per i Cru fanno in Mosella i grandi produttori di riesling, solo che loro Tony Tammaro non sanno manco chi sia.

Vigna del Vulcano 11 annate sini al 2002
Lacryma Christi del Vesuvio DOC Bianco
UVE: Caprettone e Falanghina
VIGNETO DI PROVENIENZA: Vigneti aziendali 5.000 piante per ettaro
ALLEVAMENTO: Pergola vesuviana
RESA: Kg. 1,4 di uva per pianta – 70 q.li / ettaro
TERRENO: vulcanico (cenere e lapilli )
VINIFICAZIONE: le uve vengono fatte macerare in pressa per 6/8 ore in riduzione; fermentazione in acciaio con controllo della temperatura. Per la sola ANNATA 2002 il passaggio è in barrique di rovere francese per 3 mesi

Il colore è oro antico tendente a un accenno di Bronzo nelle annate più vecchie

Naso: La grande capacità di questo vino sta nel essere caleidoscopio, se all’inizio ad emergere sono le note agrumate, piano piano montano prima le note minerali. sulfuree del vulcano e alla fine gli idrocarburi. Note sulfuree che da giovani sono scoppiettanti, lentamente si sedano e si placano diventando alla fine una vibrazione arcaica e scura di zafferano e erbe officinali.

Sorso: le prime annate nascono fresche e beverone, con note sgrumate e di zagara supportata da quell’immancabile tamburo che è il Vulcano…. poi lentamente anno dopo anno si scurisce trasformando agrumi in note di zafferano, spezie e persino qualche accenno di pelle e tabacco. Da fresca e vivace si trasforma in un liquido arcaico in cui, il calore della lava, anche se solo attraverso le metafore della tua immaginazione , diventa qualcosa che percepisci .

Che vini splendidi: basta scrivere o rischio di rovinare tutto mo alzo il volume a palla e pure che sembra una cafonata mi metto a cantare

Blues e Caprettone: Patrizia!

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