Il giardino del fauno: il sangiovese di predappio

  • by

Il giardino del fauno: il sangiovese di Predappio.

Essermi iscritto all’onav è una delle cose più furbe che io potessi fare , questa associazione mi sta dando un metodo di pensiero e attraverso ad esso sto maturando il mio modo di vedere il mondo vino .

Cerco la non omologazione, e tale ricerca passa attraverso il non snobbare nessun territorio.

Ieri ho attraversato Roma , in un traffico denso come sangue coagulato , per andare a conoscere un produttore di Sangiovese romagnolo.

Fattoria Nicolucci in quel di Predappio.


Il giardino del fauno: il sangiovese di predappio

Il giardino del fauno: il sangiovese di Predappio

Potrei, come fanno tutti, farvi una sterile analisi della mia opinione sui vini; ma credo che non vi interessi quindi mettetevi comodi e andiamo assieme a trovare il fauno.

Il primo vino degustato è un metodo charmant di albana trebiano e pinot grigio … Non il mio vino.

Ben fatto per carità ma non nei miei Mood

Cosa diversa sono stati i Sangiovese.

Predappio ê una collina di materiale sulfureo, con una condizione pedo climatica termoregolata dal bosco tutto attorno . Questo fa di questa zona un luogo mistico e magico e non per chi c’è nato ( così ci siamo levato il dente ) ma perché quel terreno così arido e così difficile va bene solo per la vigna .

una collina dove oggi vivono nuovamente i lupi, e dove tali canidi sono una mezza benedizione!

una collina con un suolo friabile e difficile che solo la vite sa non dico addomesticare ma quantomeno conviverci.

Qui il sangiovese trova la sua messa a dimora per svilupparsi in maniera diversa che in Toscana .

Qui c’è meno ruvidezza e più occhi di ragazza , meno violenza e più note agrumate .

Sangiovese tre rocche (dalle tre rocche di Predappio)

Sangiovese che fa solo un po’ di botte grande .. fresco beverino e quasi dissetante , vino da bere a secchi . A cosa e paragonabile ? Alla sicurezza delle fettuccine di nonna Ida . Quello che mi prende emotivamente e che questo “base ” ha tutte le carte per giocare al tavolo dei grandi , solo che lo fa con schietta sincerità .

Il giardino del fauno: il sangiovese di predappio

E arriviamo adesso al vigna del generale

La storia del lupo e del generale pote leggervela sul sito , non mi va di fare copia incolla .

Delle tre annate degustate quello che mi ha colpito é la non omologazione, vini come questi creano un esperienza di connessione profonda col proprio territorio .

Questi vini sono il sangiovese che piace a me: non parcheggio per pullman turistici come in alcuni luoghi della toscana ma sudore, bestemmie e onore al merito.

Il Sangiovese di Predappio, usato in questa vigna di 90 anni è di un biotipo diverso; gli anziani lo chiamano Sangiovese indomito  perché capriccioso e incostante .

Segue l’annata e non possiamo farci nulla.

Ogni annata ê figlia dell’annata senza troppa possibilità di intervenire in cantina .

Il vigna del generale si limita a due anni di botte grande ( anche castagno ) e basta.

Il giardino del fauno: il sangiovese di Predappio

Questo Sangiovese ê ricco di Norisoprenoidi e in misura maggiore Di Linerolo e alfa terpinerolo. Non sono un chimico quindi c’è la supercazzola dietro l’angolo ma quello che ho sentito sono vini il cui Sangiovese ha una caratteristica meravigliosamente agrumata, sembra di stare sotto un arancio .

Sono vini che cambiano di anno in anno e che già dopo 3 anni si trasformano in qualcosa di più mistico.

Sono vini limpidi e luminosi che si fanno bere con ardore sensuale e con una punta di lascivia che ci lascia basiti .

Hanno la setosità della lingerie di seta di una donna giovane che civettuola ci lascia a rimirare le sue forme prima di concedersi all’amplesso.

Sono vini che dal agrumeto sfociano nelle note di incenso e fumi nobili soprattutto con le annate meno recenti e qui la dama è un ricordo e lentamente ci portano in una dimensione mistico onirica in cui il canto ortodosso diviene mistero .

da una stanza siamo passati ad un monastero, e non vi dico l’emozione: sono sicuro che le vecchie annate (10 20 30 anni) possano portare il sangiovese in quella terra di terziari in cui di notte strisciano nel sottobosco le paure e l’ululato del lupo racconta l’eterno ciclo dove la morte gioca a scacchi con te.

Dandogli tempo, a vini così, si smette di vendere la luce e si abbraccia la notte e le sue note di bosco silente.

Il giardino del fauno: il sangiovese di Predappio

Resterebbero gli ultimi due vini ovvero il nero di Predappio che non c’entra nulla con un altro nero , ma che ê fatto con Sangiovese e Terrano .

Vino di stampo internazionale , per molti buonissimo per me, non il mio vino ed infine l’Albana passita, che ê un bellissimo vino.

Luminosa come l’alba ha in sé mille promesse che vengono mantenute .

Un vino assai piacevole, con bel naso e un sorso dalla bella acidità e dalla dolcezza non stucchevole .

diversa dai passiti abitudinari: qui lo zucchero non è troppo e addirittura è difficile abbinarlo ad un dolce: semplicemente delizioso!

Ringrazio l’onav Roma per avermi fatto passare una serata ascoltando persone parlare di chimica e di vino con competenza e conoscenza.

io qui ho cercato solo di devi qualche input per andare a cercarvi uno dei grandi vini di Italia .

Apro una parentesi semi polemica …. Un vino come vigna del generale se siete bravi con internet lo trovate intorno ai 30 euro ; nonostante vinca premi su premi , Predappio non ha la fama di una toscana più modaiola! E il loro massimo esponente costa un decimo del cru di biondi santi ..

Se ci riuscirò v’è ne parlerò meglio e più approfonditamente ma intanto spero di avervi convinto a comprare una bottiglia di uno dei veri grandi vini di Italia .

ps: personalmente mi sento di consigliarvi il corso onav! non è una sponsorizzazione ma il loro approccio mi sta piacendo molto!

dategli uno sguardo e poi meditate gente…. meditate

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *