La Casa nella foresta: Crnko winery!

La Casa nella foresta: Crnko winery!

Santi che cantano le mie gesta ve ne son pochi, eppure quando io imbraccio il mio violino tutti vogliono ballare!

Chi no ricorda il violinista di Doney Che il maestro Branduardi cantava?

Mi sono reso conto di non aver mai parlato qui della Mia Slovenia e di una famiglia entratami nel cuore

Silvo Crnko il vignaiolo, Silvo l’uomo, lo stregone.

La Slovenia che conosco io non è quella figa e famosa del confine con l’Italia; ma quella per lo più ignota del confine fra Ungheria e Austia.

La meravigliosa area di Maribor e dei suoi vigneti i cui vini spesso semplici e quasi sempre molto classici raccontano storie di piccole famiglie e galline che corrono a destra e a manca.

LA storia della famiglia Crnko.

Il loro sito perfettamente tradotto in inglese vi racconterà la storia di questa famiglia che fa vino in un posto che è un microcosmo tutto suo.

La Casa nella foresta: Crnko winery!

Quando l’anno scorso ci sono stato, ci sono capitato per caso seguendo un cartello : “vina!” e Vina Vina Vina alla fine mi so trovato a casa sua.

Mai direste che una casa di campagna di un piccolo villaggio dal nome di Jerenina possa avere ua stanza di degustazione del 1600 eppure….

Padre e figlio se la tramandano: quella sala, da loro costruita e mantenuta è la loro storia e la loro eredità.

Questa gente custodisce la terra e la rispetta come noi non siamo capaci, non solo ne trae nutrimento, ma scrivono sulla pergamena del tempo i loro semplici nomi.

Immaginatevi i lunghi inverni, i maiali da accudire, le galline il papà che cammina lento.

Il Fuoco, il vino fresco, le carte…. e chiese al vecchio dammi il vino mentre quelli versò il vino e spezzo il pane.

Citando De Andrea questo fui il nostro conoscerci

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questo per me è stato un luogo magico.

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Ora non vi parlerò di tutti i suoi vini, quello potete farlo e leggerlo da voi, dal sito di Crnko che vi ho linkato; vi racconterò di un solo vino…. che manco doveva vivere.

La Casa nella foresta: Crnko winery!

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La cantina: pregna di odori, muffe, funghi e storia è li da tre generazioni! e le bottiglie si accumulano!

Mentre stavo facendo Shopping (che volete a me di comprare armi da taglio, catene, mutande, o fruste non interessa!) vedevo che Silvo metteva da parte alcune bottiglie senza etichette! cose mai viste e non comprensibili

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prese direttamente dalle fondamenta stesse della casa!

Anima e ossa della magione!

Mica io potevo dire nulla, gli Sloveni hanno un meraviglioso senso dell’ospitalità, che noi abbiamo assolutamente perso e che ti lega indissolubilmente ad un luogo e a una famiglia senza fartela dimenticare più!

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l’oscurità strappata dalla luce, il silenzio da noi!

e alla fine di tutto io non avevo ben capito cosa avessi comprato, ma onestamente e di cuore: non me ne fregava nulla ero felice di essere capitato li!

Mi trovavo con in mano una cassetta di vini, “try it should be good”

e questa foto racconta più di tutto il resto quella giornata!

Piano piano quest’anno me li sono bevuti i vini si Silvo… sempre rimpiangendo di finire la bottiglia e di non poterne prendere altre.

La Casa nella foresta: Crnko winery!

ma vi ho promesso una bottiglia e una bottiglia avrete!

ieri mi sono visto con un amico! una persona della mia stessa età e grado di decomposizione (una persona che forse porterò a scrivere qualcosa su queste bare) e ci siamo visti in uno dei locali che mi permettono di portarmi una bottiglia da casa…

Momento pubblicità: Ristotante i San pietrini! la cucina ci sa fare! link

Mentre decidevo cosa portare, avevo voglia di aprire una bottiglia X (che poi alla fine non abbiamo aperto) e invece le mani sono andate come muschio sommerso a pescare nella palude del mio Grimorio una bottiglia che non doveva essere bevibile e di cui non so nulla se non che a memoria dovrebbe essere una bottiglia di Chardonay del 2000 o del 97, che si è fatta tutto il viaggio dalla Slovenia a Roma come me e e che ha passato un anno a riposare.

Su carta doveva essere Marsala?

Sarebbe dovuto esserlo, eppure se ne sto scrivendo vuol dire che non è stato così.

Vedete in foto il livello? non è altissimo, e Silvo questo lo sapeva mi ha dato una bottiglia in stato di grazia! ma che per essere capita non doveva essere bevuta pe beve, ma pe viaggiare.

Appena aperta dopo vent’anni almeno l’ossidazione era potente e al limite… ma dandogli aria, piano piano la bottiglia s’è svestita da ogni freno inibitore.

Non farò un paragone sessuale, sarebbe scontato e facile….anche se nella mia mente si stanno accatastando le immagini più erotiche e pornografiche che riesco a immaginare.

Ma vi racconterò appunto di questa ossidazione che in ogni singolo minuto si è evoluta in qualcosa di complesso e noncomprensibile se non v’è esperienza.

Mango, mela, frutti tropicali, sassi, e rocce, e questa vibrazione che pulsa in basso.

Una montagna… animali che la notte brucano.

Boom boom boom

ti prende e lentamente ti strizza i coglioni!

E quando capisci che stai bevendo un vino dove nonostante l’ossidazione, o forse grazie ad essa è troppo tardi: sei immerso con i piedi nella palude delle tue emozioni, e li non ci sono corsi o schede tecniche: devi solo bere col cuore e districare col naso gli odori e le strutture che viaggiano nella tua mente.

Il colore dell’oro antico…. il tempo…

Un ambrosia che ormai può vivere solo nei miei ricordi.

Come Via del campo, come l’amicizia o più semplicemente come il ballo in fa diesis minore….. questo vino è la morte che porta corona.

Io non sono ancora stato sconfitto a scacchi, vincerà lei ma a questo giro ho vissuto una mossa meravigliosa.

La Casa nella foresta: Crnko winery!

Questa è la storia di una bottiglia unica, di un sorso di qualcosa che potrebbe competere con i grandi della mia vita, una bottiglia che nonostante fosse ormai a già anziana ancora aveva la mente in funzione e raccontava una storia ormai dimenticata.

il testo di Branduardi mi ricorderà a vita questo vino e quell’incredibile viaggio.

Poessi…. tornerei a mangiare una fetta di maiale affumicato con Silvo e a guardare quel luogo che primo fra i poeti del paese racconta versi al mio spettinato e rasato scalpo.

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