La setta dei dannati!

La comunicazione del mondo del cibo e del vino è autoreferenziale. Tutti noi! me compreso! abbiamo trasformato il concetto di bere vino in qualcosa che non è più reale o sociale. Fotografiamo bottiglie (spesso chiuse) e proviamo a raccontare storie ad un pc! invece di bere il vino, lo trattiamo a mo di banner!

l’atto culturale e sociale del bere vino è base del cristianesimo e della nostra storia, ma oggi è diventato l’oscuro rito di una setta dedita alla negromanzia! dove strane parole (vinoistagrammabile wineblogger mixologist) sono diventate all’ordine del giorno.

Noi che scriviamo on line, e in misura uguale, chi fa il giornalista di wine and food, ormai serviamo solo a gratificare l’ego di chi produce vino (quando siamo fortunati). La gente , e anche con una certa ragione, si è rotta i coglioni di leggere le nostre pippe mentali. Piuttosto si scrive le sue e così piano piano il tessuto culturale si impoverisce mentre l’ego da talk show esplode.

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Salvo sporadici casi: il nostro scrivere (qualitativamente valido o no) non solo non viene letto ma non cambia veramente la giornata a nessuno. Comunicare di vino invece dovrebbe voler dire cambiare la giornata almeno ad una persona: il produttore. Non dimentichiamoci che tutto il nostro ruminare come tarli dovrebbe servire a far giungere lui al conseguimento di qualche risultato!

Mentre invece chi produce, vende, vive di vino: si sta smazzando ogni giorno, per fare l’imprenditore agricolo di un settore che è quasi saturo e che non è quasi più considerato un alimento, ma un lusso e che quindi, un una società economicamente e culturalmente povera diventa sogno e non quotidianità. Provate a pensare a quante bottiglie di vino consumiamo la settimana…. poche , paragonate ai nostri genitori e nonni, poche. Tutte quelle bottiglie spesso sono li in cantina, mentre chi le ha prodotte…. cerca un lecito modo per monetizzarle!

La setta dei dannati!

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So che quanto sto scrivendo va anche a mio discapito, e non ho la pretesa che avvenga l’opposto. Non voglio convincere te (appassionato o produttore) che in realtà ho qualche segreto oscuro per cui serve leggermi! contattarmi, o acquistare le mie idee! Io non valgo un cazzo parimenti a tutti gli altri!

siamo come vermi sulla carcassa del furetto investito di notte dall’auto che sfreccia sulla strada di campagna! strisciamo, mangiamo, e poi diventiamo mosche alla ricerca di altri materiali su cui deporci.

Eppure… eppure… beh visto come ha preso piega questa articolo, tanto vale che io mi esponga come si fa presso quelle associazioni tipo A.A…Sono fermamente convinto che tutto ciò è necessario.

Sono professionalmente e umanamente testimone di una rivoluzione culturale che ha due elementi in se che di fatto hanno cambiato il nostro mondo! bassa fedeltà e alta fedeltà!

Non sono psicopatico, oggi al costo di poche migliaia di euro (quasi al costo di una vacanza) si può acquistare strumentazione che permette la realizzazione di progetti. prodotti che possono essere utilizzati per fare promozione! ma la cosa meravigliosa è che la fantasia ne esce vincitrice! ogi se un produttore di prosecco volesse sponsorizzare con il suo logo …. un cortometraggio sui criceti fantascientifici che vivono sulla luna: potrebbe farlo! e sicuramente si riuscirebbe a girare un progetto del genere con pochi soldi! Questo cambia totalmente il concetto di Pubblicità

La setta dei dannati!

Le forze che ci governano ci hanno fatto credere che

  • mangiare, fumare , bere
  • scopare, amare , pensare
  • socializzare, stappare, fare le cose in casa
  • i sottoli, le conserve il vino! il vino! il vino! il vino!

Tutto ciò fa male, ci uccide! per essere felici dobbiamo essere

  • asettici astemi
  • depressi pieni di antidepressivi per non suicidarci
  • magri vermi pallidi e depilati che mangiano vegano per paura di morire
  • cittadini lobotomizzati che accettano passivamente tutto incapaci di urlare
  • uomini che scopano una volta l’anno per tre minuti.

Ci hanno fatto diventare per ripicca !!!!!! merde tossiche, infelici cronici e depressi chimici!

Proprio per opporci a tutto ciò, come valvola di sfogo, come movimento carbonaio sono nati sui social (che è un mezzo di controllo ma che almeno è anche un mezzo di confronto) e sulla rete, pagine di persone che parlano di ciò che amano… e che compiono un errore fatale: credono di servire a qualcosa !

Ma amare… quello serve sempre a qualcosa! non bramare di staccarsi dalla vita che facciamo! non usare ogni trucco a nostro favore per desiderare quei quindici minuti di gloria e per aspirare ad una vita in cui la noia non spegne i nostri occhi !

Se il nostro lavoro è brutto o la nostra vita mediocre! è colpa nostra e non è facendo gli influencer (di qualsiasi settore) che faremo diradare la nebbia nei nostri occhi. Se proprio deve esserci una soluzione allora quella è scappare dalla monotonia utilizzando appunto la nostra immaginazione

La setta dei dannati!

Voglio bruciare la cera, voglio sporcare la tela, Vogli parlare di sera fin tanto che l’ultimo goccio di vino resta nel bicchiere! si mi voglio svegliare col mal di testa e col sorriso sulle labbra poi mettermi al Mac e scrivere scrivere e scrivere ancora (o montare un video stampata sui criceti mannari che vivono in una vigna) . Questo cambierà la mia vita in meglio… ? Si perché farlo mi rende felice.

Questa metodica di pensiero rende chi crea un bene (vino) e chi crea un progetto complici di una sto di comunicazione quasi erotica: insieme facciamo cartello affinché ciò che io creo porti a te che fai vino un risultato.

Tu mi mandi una tua campionatura e io ne ascrivo, se non mi piace o non mi ispira (può starci ) non ne parlo… se qualcosa mi interessa molto! beh finisce qui sul blog ! Faccio video, monto documentari! sto tutti i giorni sul pezzo e cerco di creare un wave mediatico che possa portare l’attenzione di qualche migliaio di persone su coloro di cui parlo. Tecnicamente questa si chiama pubblicità \story telling . NON SONO UN GIORNALISTA – sono un narratore…

Tutto ciò può far storcere il naso a quanti non riconoscono nel mio esistere un diritto di auto determinazione; ma ad oggi, nudo e crudo, questo è ciò che sono:

Uno zombi che con la sua penna divora e sbrana quanti incontra!

La setta dei dannati!

Come avete letto in questo articolo non to parlando di vino, ma del rapporto umano che il vino crea! visto che questi giorni c’è un gran vociare e un gran sbracciare sul fatto che la comunicazione o la cultura (enologica o non) sia morta! Beh semplicemente non sono d’accordo! e non centra perché mi fa comodo dirlo. Non sono d’accordo poiché dall’alto della due anni in cui ho fatto scelte giuste o sbagliate mi sono convertito a un pensiero!

Sarò totalitario? sarò presuntuoso, sgrammaticato e a volte fautore di puttanate: ma io sono uno della setta dei dannati, anzi forse ne sono proprio l’oscuro gran maestro!

Non si può fermare una mente che sogna! non si può fermare il desiderio di trascendere l’atto consumistico di sbranare e evolversi in quella figura quasi druidica e ascetica che è colui che narra! Si può solo sfruttare tutto ciò. Nessuno può impedire che una storia nasca! poiché anche se ignorata ora…. lei ci sarà per sempre!

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2 commenti

Zero · Marzo 28, 2019 alle 8:21 pm

Come scrive Sloterdijk a proposito dell’arte contemporanea, la crisi del sistema artistico nasce proprio con l’autoreferenzialità in quanto l’unico obiettivo è la mera esposizione. Esporre a tutti i costi, hai ragione, resta il male che intacca ogni cosa virtuosa.

Salvatore · Marzo 30, 2019 alle 8:46 am

L’Autorefenzialità è bisogno di potere e voglia di facili guadagni, questo è quello che secondo me accade quando una materia ed una disciplina abbatte tutti i muri della fatica per il guadagno. È facile scrivere o parlaredi un prodotto che altri si smazzano per realizzarlo il più delle volte senza neanche assaggiarlo.
Di conseguenza non avendo sostanza succede che i vermi attendono carcasse per cibarsi, ma la forza di un comparto è sempre nelle braccia di chi lavora e come diceva mio nonno “‘a chiacchiera è arte leggera” …

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