La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

Ho avuto l’incredibile fortuna di girare errabondo per molte diverse vigne quest’anno.

Ognuna di esse racconta una storia diversa, e queste storie sono sempre accomunate da una dicotomia.

Per quante pippe mentali noi possiamo farci: la natura parla con un linguaggio che noi non riusciremo mai padroneggiare in pieno.

Non potremmo mai prevedere cosa succederà o come sarà la vendemmia, come verrà il vino, o come sarà l’uva! ancor più se il nostro approccio è rispettoso del ciclo della vita.

Ciclo della vita, dove capre, api, uomini, cani e microrganismi coesistono in una incredibile complessità umana e naturale.

Sto parlando della fattoria di Bacchereto – Terre a Mano e di Rossella Bencini Tesi: la custode di questa terra unica e indimenticabile.


La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

Il grosso e angusto problema è che questa donna ha fatto una serie di scelte complesse; solo comprendendole potremo capire i suoi vini, i quali seppure frutto di queste scelte ne sono anche elemento e simbolo portante .

Perche vi dico ciò ?

Perché se lentamente Carmignano si sta trasformando in una zona per lo più a coltivazione biologica, Fattoria si Bacchereto invece è una azienda a conduzione biodinamica.

Quando in Italia usa questa parola, si pensa subito a streghe e stregoni.

Dato che molte persone non sanno minimamente di che cosa si parla, ma hanno una formazione in merito molto parziale.

La Biodinamica non è una scienza: è una “scienza olistica” ciò vuol dire che non trova diretto riscontro in ciò che scientificamente viene accettato.

Nasce ad opera del Teosofo, Esoterista, filosofo Rudolf Steiner.

Ora, io sono bravino a scrivere, quindi potrei reinterpretare ciò che c’è scritto sulla sua pagina di wikipedia.

però preferisco che ve lo andiate a leggere voi stessi, quantomeno così non sono io a dire elementi erronei.

Quello che invece a noi interessa davvero è il rapporto fra donna e natura .

La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

il grande cambiamento ; quello che fece scattare in Rossella la scintilla furono due eventi separati che insieme contribuirono a rendere reale ciò che oggi vediamo.

La prima , e più importante è fu la comprensione che il suo enologo non le permetteva di capire.

lei voleva capire perché gli diceva fai questo o fai quello, eppure come un gran maestro depositario di chi sa quale immensa verità miseria, nulla le veniva trasmesso.

Nonostante fosse la padrona e custode di quel luogo, veniva trattata come un bimbo malato, il cui male viene comunicato ai genitori.

Questa cosa la faceva incazzare come una faina!

Laltro evento scatenante fu l’incontro con Vittorio Contini Bonacossi: il fratello del nostro Filippo.

Vittorio fu fra i primi a ragionare sulla eco sostenibilità e il rispetto del terreno.

Queste due realtà fecero porre a Rossella, la fatidica domanda !

“Ma tu che ne pensi del biodiamico?”

e quando il suo Enologo cominciò a smoccolare peggio di un anziano al tavolo di tressette : l’amore era nato!

La sete di studio riesplose, e Rossella capì studiando quanto profondamente (per lei ) poteva essere giusto convertirsi da padrona di casa a vera Druido (druida? ) di Carmignano!

La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

La scelta di non usare prodotti di sintesi; la voglia di ritornare a fare vino come una volta e di poter bere quello che lei stessa rispetta.

il desiderio di poter far si che quella meravigliosa fattoria potesse essere trasmessa ai futuri esseri umani .

Come una nenia berbera.

come il cantico di un antico essere notturno!

Come al centro di una danza ascetica dei Sufi.

Tutto questo macro evento ha reso fattoria di Bacchereto un luogo al di fuori del tempo.

Essenzialmente quando applichi in maniera totale (c’è una certificazione che si chiama Demeter ) la Biodinamica, ti trovi a “intervenire” in tre maniere.

  1. il primo grande gruppo di cose che questo approccio ti porta a fare è ragionare per bio antagonisti. quali sono quelle bio entità che possono migliorare il tuo territorio. concimazioni naturali, piantare piante che possono attirare animali o insetti che aiutano a contrastare altri parassiti; la pratica del sovescio (piantare leguminose che favoriscono l’arricchimento della vigna). Questa prima parte di interventi, accettati o no, sono più o meno comprensibili.
  2. il rispetto della ruota del tempo, e quindi praticare determinate procedure, seguendo il ciclo lunare. Anche qui, a ben vedere sono pratiche che i nostri avi hanno sempre praticato e che anche se non capiamo sempre possono avere il loro profondo valore.
  3. in fine nel biodinamico c’è la parte prevalentemente Biosofica: ovvero tutto quel compendio di attività che servono a riattivare le energie del territorio. Di questa parte di discorso che ha a che vedere con cose quali il cornoletame, la dinamizzazione dell’acqua e l’uso di determinati preparati omeopatici, ad oggi io non en so ancora abbastanza per poterne parlare…. e credo che pochi ne sappiano davvero qualcosa: solo chi li applica e per qualche motivo che la scienza non spiega … sino felici! e se uno è felice e non fa male a nessuno, ma anzi tratta la propria terra come un piccolo gioiello!

Io sono convintissimo che chi decide di applicare la biodinamica vera, merita il mio e il vostro rispetto.

prima di passare ai vini veri e propri e alla cantina: ecco il video che Ho girato da Rossella … se ti dovesse piacere , o ti dovesse piacere questo articolo ti chiedo solo due cose!

iscriviti al canale youtube.. il bottonaio sta in alto a destra, e se vuoi iscriviti alla newsletter !

https://www.youtube.com/watch?v=vBAGgZJynF8&t=195s
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La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

La cura che Rossella impiega in Vigna, si riflette nei suo vini.

L’aproccio è quello assolutamente naturale e quindi.

Fermentazioni, con lieviti indigeni non selezionati; lunghe macerazioni sulle bucce, sia per il bianco che per il rosso, e nessun controllo della temperatura.

I vini vengono fatti fermentare in delle vasche di cemento

In questa che più che una cantina sembra la casa delle bambole avviene il miracolo. Perché dico che sembra la casa delle bambole? perché Fattoria di Bacchereto è semplicemente bellissima. I luoghi sono esperienze di chi le vive e questo luogo è un esperienza incredibile fatta di bianco e di rosso ! come un quadro di Rotko.

Segue un lungo e diverso, di anno in anno, invecchiamento in vari diversi tipi di botte.

tutto ciò rende possibile la nascita di tre vini incredibili (ma del vin santo parlerò in un altro articolo… dedicato solo a questo vino immortale).

La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

siete pronti a immergere il naso nei calici?

Sassocarlo bianco Toscano.

Blend di Trebiano (80%) e Malvasia Toscana (20%) di uve provenienti da vigne vecchie anche 50 anni. Questo vino è lo stesso che vedete nel video e ragazzi miei! boom, un vino che mmi ha assolutamente stregato. Generoso solare e pieno di vita, mi ricorda una vita che io non ho mai vissuto; che ho letto nei libri o visto nei film! ma che in verità! per mè è un sogno. Poi ogni tanto c’è uno sprazzo di lucidità e ti rendi conto che sei un uomo fortunato: quel sorriso, quella chioma bionda e liscia non è un sogno! Sassocarlo non è solo un vino, è una dichiarazione d’amore e di rispetto. Un invito a fare l’amore e a perdersi in quel naso lievemente tostato fatto di miele e di frutta matura; è un invito a leggere … a leggere davvero, è un invito a dire a una persona incontrata per caso: quanto sei bella! e non per secondi fini, ma solo perché così si diventa fautori di un mondo dove la magia esiste ancora.

Tante volte, beviamo vini che ci piacciono, ma poche vini che diventano standard di riferimento. Per me questo è semplicemente una dei vini più buoni di toscana: il bianco (assieme a quello della cugina Capezzana) che più di altri mi ha sconvolto e cambiato la percezione del Trebbiano Toscano.

La Superstizione è solo scienza che non capiamo!

E a concludere: Carmignano Terre a mano, il vino che rappresenta la parte più oscura, miseria, ed esoterica di questa azienda.

 Sangiovese 75%, Canaiolo Nero 10%, Cabernet Sauvignon 15%

questa la ricetta magica; per un vino che viene da vigne un pò più giovani, e che racchiude insieme e una potenza da cimiero, ma un eleganza propria solo a Peggy Guggenheim. Un vino il cui naso ti strappa un pensiero e lo incarta in una maschera di cera. Un vino il cui sorso ti trasporta in una nave in tempesta, oppure dinanzi ad una galleria piena di possibilità. L’ode barbarica al combattere, la lentezza dei monaci Shaolin nel meditare. Il cipresso che resiste alla tempesta e l’accumulo per l’intera vita di sapere e conoscenza per non lasciarla disperdere.

Che emozione! che vino! e che azienda…. forse l’avrete capito; sono di parte ! ma adesso credo di avervi raccontato più o meno tutto! resta solo di darvi un saluto e l’appuntamento al prossimo articolo.


3 commenti

Leonardo · Gennaio 6, 2019 alle 2:51 pm

Invito alla lettura di questo articolo. Mi ha dato delle belle sensazioni e degli ottimi spunti di riflessione.

    zombiwine · Gennaio 6, 2019 alle 7:11 pm

    Grazie amico caro. Io scrivo per il Solo piacere di leggere un unico commento che mi spinge a fare meglio…. Ti auguro una buona domenica… E spero di vederti anche sul canale YouTube

    zombiwine · Gennaio 22, 2019 alle 9:06 am

    Voi siete fonte di ispirazione e ogi giorno dovreste essere presi a esempio

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