La tredicesima carta

La tredicesima carta

 

Ho vissuto, spesso sopravvivendo al tempo, e solo raramente rendendo unico il mio esistere.

Ho potuto vivere e vedere momenti meravigliosi ma comprenderne la bellezza solo dopo: ero accecato dalla mia arroganza.

Per fortuna la tredicesima carta dei Tarocchi è la morte.

E il bip e i zip e i suoni degli ospedali mi hanno dato la più grande lezione di umiltà!

La carta che indica il cambiamento, la carta che indica una trasformazione.

E Giuseppe Balzano dopo cinque anni di oscurità è diventato Zombiwine e ha superato il suo demone interiore: il suo nome era Giuseppe Balzano.

Difatti io sono cambiato e ringrazio le forze che governano il nostro mondo di essere ora ciò che sono e ciò che sono diventato.

Ringrazio di aver potuto vivere la più incredibile esperienza enoica della mia vita, e di essermi preparato una vita intera per provare a capirne e a carpirne l’essenza.

Perché per mia incredibile fortuna sono diventato, mio malgrado una delle voci di una terra che non vuole morire.

Il vagante di Carmignano.

Il non morto che si aggira fra le cantine di questo luogo  diventando un racconto da sussurrare di notte mentre piove e tuona

La tredicesima carta

Dopo che il mese scorso sono stato impegnato a fare delle riprese per un documentario (o per una serie di piccoli racconti), mentre vedevo il girato non ero soddisfatto pienamente.

Volevo tornare li (e voglio ancora tornarci) per integrare del materiale… mi dicevo che mancava qualcosa  e purtroppo  per una serie funambolica di casini non potevo montare  e quindi capire cosa mancasse e per sopperire a ciò ho dovuto concentrarmi sullo scrivere: ho pubblicato questi due articoli, e contemporaneamente  meditato su ciò che mi serviva.

Parlando di ciò con Filippo Contini Bonacossi, proprietario e  voce di Tenuta di Capezzana, mentre ci si confrontava sua vari argomenti e situazioni del mondo digitale ad un certo  punto esce questa frase.

“Giuseppe,  ti va di venire domenica prossima?”

Dodici secondi dopo avevo già fatto il biglietto.

“domenica quando  vieni apriamo un 30”

Questa frase nella mia testa creò la stessa emozione di quando una bellissima ragazza dagli occhi di velluto e il sorriso del peccato ti dice “ti va di uscire insieme?”

Per tutta la settimana ….. è caos calmo!

E così domenica ero di nuovo a nella terra che non vuole morire

 

La tredicesima carta

Scavato in un corridoio, meravigliosamente cupo vi è bugigattolo, ; un luogo assurdo che nel suo caos sembra l’antro di un’alchimista.

E’ la cantina privata di Filippo,  in cui c’è di tutto e di più; una infinita collezione di bottiglie in assurda e complessissima allocazione: solo lui può capire come funziona quel luogo.

Noi possiamo solo restare fermi e dire

“o”

In quella stanza non c’è solo un incredibile quantità di dati storici: ma c’è il segreto di un uomo che ha voluto aprirsi alla sua stessa storia.

Raccolto in se stesso sembra una caverna di gnomi, raccolta in se stessa è un luogo in cui una mente come la mia può stare solo sino ad un tot poi impazzisce.

Eravamo scesi li a prendere qualche bottiglia,io reduce di una settimana di Zerinol mi domandavo se fossi sveglio o se ero stato ricoverato, e il padrone di casa  invece  era alla ricerca di qualcosa …

E intanto, mentre catalogava e cercava…. Ti metteva in mano qualche bottiglia.

Il vetro di quelle ragazze non era liscio ma coperto da uno strato di storia.

Già solo aver visto quel luogo mi faceva venir voglia di scrivere

 

Alla fine veniamo su con queste bottiglie

4 diverse interpretazione di Carmingnano

2008 riserva dieci anni Villa di capezzana Carmignano docg

1981  riserva  Carmignano villa di Capezzana il mio anno di nascita (grazie.. ora so di che pasta è fatta la mia anima)

1964  riserva  Carmignano villa di Capezzana

1930 villa di Capezzana

Queste 4 bottiglie rappresentano non solo loro stesse ma di fatto  un incredibile documento storico.

Non sono vino, (o almeno nel senso stretto del termine) queste bottiglie sono la più rara forma di emozione provabile in vita nostra.

Qualcosa che per essere li presente aveva avuto bisogno di decenni di silenzio e buio e che una volta aperta smetterà di esistere per sempre.

Quelle bottiglie sono schegge di esistenza che sanciscono la vittoria della luce sulle tenebre e il continuo e necessario alternarsi fra bene e male.

La tredicesima carta

Faccio pubblica ammenda per essermi dimenticato il mio fido cavatappi Repop che con bottiglie come queste sarebbe stato il modo più facile per aprirle; subito c’è il primo problema ovvero come aprirle e chi dovesse aprirle.

Il video parla chiaro!

Come potete vedere ora so cosa hanno provato i chirurghi che mi hanno salvato la vita… una situazione complessissima.

Ringrazio per il video la presenza di Giulia Sattin, che immagino tutti conosciate.

La tredicesima carta

1930

Ancor prima di parlare del vino parliamo della bottiglia:

Soffiata a Mano!

Basta questo per capire che è un mondo alieno.

Questa bottiglia viene fuori dai polmoni di un drago; questa bottiglia è imperfetta, e quindi la cosa più vicina alla perfezione.

Un uomo dal torace possente ha creato l’armatura di questa dama rossa.

Un uomo che ha vissuto e che 87 anni dopo non è stato dimenticato grazie al suo lavoro: poteva avere ogni difetto o vizio al mondo… ma il suo lavoro ha protetto una magia e per questo da noi è stato ricordato con affetto.

Un vetro spesso; più spesso di quanto normalmente si vede; per una bottiglia che aveva dimensioni e angoli che oggi non si vedono più… ma questo lo potete capire solo immaginandovi  una cosa molto semplice …. Nel 1930… molti posti non avevano neppure elettricità.

Aprire una bottiglia fatta quando l’Italia era  in un momento storico politico e culturale importantissimo! Ha una ripercussione sulla tua psiche.

Mi spiego: dire che questa bottiglia racconta il ventennio è una stupidaggine e una forzatura, ma dire che è stata fatta in quel periodo è la pura verità; eppure cosa centra  questa bottiglia di Carmignano col Fascismo, con Benito Mussolini e con la nostra stessa storia?

Centra perché nel 1932 Mussolini costrinse la doc Carmignano ad essere assorbita da quella del Chianti: voleva fare la doc più grande del mondo.

Quindi la 1930 è la penultima annata d’oro di Carmignano; e il canto del cigno di un mondo che sta per scomparire definitivamente.

In questa bottiglia c’è il tramonto di un era che non tornerà più.

In questa bottiglia c’è l’ultima volta che Carmignano ha avuto un re.

Dopo sarebbe passata una guerra mondiale, un genocidio, e soprattutto un referendum che avrebbe creato la repubblica italiana.

Nel 1930 quella tenuta, era un microcosmo in cui vigevano regole e tradizioni che noi semplicemente abbiamo perso.

 

La bottiglia soffiata rappresenta benissimo questo concetto, dopo non ci sarà più e non ci saranno più un sacco di cose.

Sono ben lungi da mettermi a fare un analisi socio politica su determinate questioni delle quali non ho la profondità culturale per parlarne.

Non vi dico che mi spaventa ma sicuramente quando ho realizzato tutto ciò ho capito che sono veramente piccolissimo e una scheggia di nulla in un mare di sabbia.

Tutto grazie ad aver solo guardato questa bottiglia: probabilmente l’ultima della sua gente.

L’ultimo modo per guardare negli occhi l’Italia prima dell’Italia.

La tredicesima carta

Apriamola vi va?

E certo che vi va se no non stareste qui a leggermi.

Il tappo …. Il tappo è stato cambiato circa una trentina di anni fa quindi anche se era difficile, ha richiesto solo un po’ di esperienza.

Il colore è quello di un rubino dalla trasparenza purissima:  gli antociani si sono separati e il vino si è spogliato da gran parte del suo bellissimo vestito: anche se ha 87 anni  ai mie occhi è una donna bellissima. Ai miei occhi è

Ogni singolo sguardo che ho rubato in vita mia, ogni sorriso che mi ha fatto emozionare, ogni singola volta in cui ho sentito il cuore in gola e si… ogni singola volta in cui ho sentito qualcosa in me muoversi.

Tutto ciò  è davanti me: col suo colore! Un esplosione.

Come l’aria di un opera di Puccini! Come un bel di vedremo levarsi un fil di fumo

Un big bang cremisi  in cui lentamente una gamba si leva una calza e tu l’intravedi e sai che sei perso.

A memoria e a riprova di ciò vi mostro anche i colori e i depositi rimasti nella bottiglia di quello che quando fu imbottigliato (come riserva privata del conte) doveva essere un rosso cupo e robusto.

Oggi è la più bella Dalia appoggiata su di un letto.

Il naso di questo vino è

Boooooom

Ti immagini infiniti difetti

Non he ha neppure uno

Zero acetica

Zero riduzione

E una balsamicità nobile di sottobosco, legno, funghi, stanze e studioli privati in cui uomini ben vestiti e profumati di lavanda, scrivono a penna dei documenti importanti.

Lo lasci aprire e piano piano sale la più potente e megalitica palette aromatica.

A quel punto, prendi il bicchiere e ti sei fottuto da solo; sai che quei sorsi saranno unici e quinidi chiudi gli occhi.

 

La tredicesima carta

La tredicesima ora

La tredicesima nota

La tredicesima falce

La carta della morte

Che porta corona

Di tutti quanti noi

 signora e padrona

il sorso è fresco, i tannini sono scomparsi e hanno assolto il loro compito.

Ora il vino è nudo dinanzi a te senza nulla  proteggerlo e chiede solo rispetto.

Lo assapori e capisci che

1930 la somma dei suo numeri da 13

La somma del 13 è il cambiamento

e 13 sono i produttori di Carmignano…

la perfezione dei numeri.

E io non sarò più lo stesso.

La tredicesima carta

Come vi ho detto ci sono altri tre vini di cui scrivere e parlare

La bottiglia del 1964 era una mezza bottiglia; il tappo difficilissimo da aprire e il vino che ne è venuto fuori era stranissimo: non cattivo o difettato solo molto stanco.

Dopotutto il 1964 fu un anno bisestile; la repubblica era un dato di fatto e l’Italia si stava ricostruendo.

Nasceva Filippo Contini Bonacossi, il nostro padrone di casa e Carmignano era indietro in confronto al resto della Toscana.

Mentre gli altri creavano imperi con cui costruire e conquistare il mondo; Capezzana cercava di sopravvivere  e combatteva per la sua riconoscibilità e la sua dignità.

Questo vino è assolutamente questo.

IL 1964 verrà ricordato come l’anno in cui si scoprì la radiazione  di fondo, o in cui la Ferrero lanciò la Nutella; sono gli anni della guerra in Vietnam e della nascita della cultura Dei figli dei fiori.

Ormai il mondo è molto più simile a come lo conosciamo: le chitarre hanno l’amplificatore e i Beatles sono una solida realtà.

Muddy Waters conquista giorno dopo giorno Cicago e Saragat diventa presidente della repubblica Italiana.

Nonostante tutto ciò questo vino  non è a fuoco: anche alla fine della degustazione sarà della  batteria il più stanco di tutti.

Sarà quello che è stato fatto a Capezzana ma che ha passato una vita a cercare la sua identità.

La tredicesima carta

Resta l’ultima vera bottiglia vintage la 1981.

Il mio anno di nascita: una bottiglia che racconta un ragazzino nato per spacciato e che invece è sopravvissuto; una bottiglia che racconta le giacche con le spalline e di fatto l’anticamera di ciò che oggi diamo per scontato.

Visto che è il mio anno non dirò che fu un periodo strano per l’italia in cui si aggiravano mostri in toscana e mostri nelle sale della politica; ma invece dirò una sola cosa

 

Nel 1981 venivano fondati i Metallica e Super Mario compariva in un videogioco !

e siccome è il mio articolo voglio ricordarlo così !

un vino dal colore ancora profondo e senza depositi; un tappo facile da estrarre e un naso che è “un Carmignano in abito da sera”.

Un vino buonissimo con i tannini che ballano col corpo del vino e pogano su Master of Puppetts  promettendosi amore eterno!

Un vino che mi fa dire

La tredicesima carta

Sono cambiato e sono felice di aver visto da dove sono partito!

Questo è il bello di fare una verticale del genere.

Centra il padrone di casa certamente; centrano duemila cose (dopotutto non tutti i vini reggono un secolo) però idealmente essere passato da un vino che si beveva ascoltando Puccini a uno che racconta l’heavy metal.

Questa è la magia del vino che parti scrivendo di cabala ed esoterismo e finisci a ridere e scherzare dicendo grazie al mondo .

Perche Capezzana non è solo una voce della terra che non voleva morire….. Capezzana è un luogo del mio cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 


2 commenti

Lele · novembre 22, 2018 alle 11:01 am

Grandissimo articolo!

    zombiwine · novembre 22, 2018 alle 2:20 pm

    Grazie mille

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