Zombiwine in wonderland.

Zombiwine in wonderland.

Eccomi, nuovamente in questo lembo di mondo; eccomi qui sulle rive di questo lago malsano e pieno di nutrie a pensare a ciò che ho fatto… o che non ho fatto… sorrido, e osservo la vita passare.

È stato un mese molto impegnativo e onestamente ho prodotto tanto materiale video , ma ho scritto poco e questo è un vero peccato poiché, anche se lo scrivere è un processo lento e per me molto faticoso a volte ne sento il bisogno come quando dobbiamo obbligatoriamente schiacciarci un brufolo.

Strapparci da dentro un concetto e farlo ritornare a risplendere luminoso su di un foglio di carta.

Scrivere e stappare bottiglie sono un attività cosi profondamente interconnesse dato che in entrambi i casi per tirare fuori ciò che c’è dentro dobbiamo fare un atto di violenza (contro il sughero o contro la nostra anima).

Ma qual evento è  così unico da farci riprendere la penna in mano?

Zombiwine in wonderland.

Avevo pubblicato un video ma non bastava

Ho  conosciuto  e preso un tè di non compleanno con il cappellaio del paese delle meraviglie (solo che si trova a Maccarese).

Ci sono tornato, e sono rimasto irrimediabilmente conquistato da un uomo che è un punto di rottura con tutto ciò che si conosce.

Ho bevuto i vini che lui seleziona  eeee……

Non sono ne matto ne drogato, esiste davvero in questa piccola frazione di nulla un luogo che si chiama  la cantina del cappellaio, proprietario è un uomo bellissimo, autentico e assolutamente unico.

Curvo dalla vita ma fiero, sempre con un cappello in testa, elegante e con il suo lento procedere, il cappellaio serve vini naturali da ancor prima che venisse creata la parola ”naturale”.

La sua  selezione dei vini ha sorpassato la fase del possedere tutto ed è in quel luogo segretissimo in cui le bottiglie selezionate hanno tutte un perché o una storia dietro.

Una bottiglia per ogni cappello e un cappello per ogni storia.

Zombiwine in wonderland.

Da lui sono giunto grazie alla mia amica Francesca Piromalli, l’avrete vista in qualche mia foto… si biondina (all’inizio aveva i capelli rosa) …

capito capito vi metto una foto.

Francesca ha organizzato li  la degustazione di una cantina : la Chimera  che altri non è che un ragazzone innamorato di un uva dimenticata: L’avanà (u la la ).

Tutto il resto lo trovate nel video che ho girato e che non mi va di reiterare; tuttavia una cosa nel montato non c’è….

Zombiwine in wonderland.

Lo sguardo del cappellaio, in quegli occhi blu non c’è solo un universo fatto di bellezza.. c’è tantissimo dolore, c’è una vita che ti ha temprato e forse un paio di volte ti ha tirato anche qualche legnata di troppo.

Ma diciamoci la verità: i geni sono così, non puoi inquadrarli e sono pericolosissimi, poiché spesso hanno qualcosa da dire; diffondono  un verbo e per questo motivo la vita ci si incattivisce contro.

Quest’ uomo ha lasciato un profondo senso di inquietudine dentro di me , un incompiuto che sto sviluppando;  sto cercando di capire dove può portarmi.

Sicuramente una cosa su cui sto facendo attenzione ultimamente è quanto sia importante avere un punto di vista, difatti ne le bottiglie si vendono da sole e ne si diffonde qualcosa senza avere in mente una idea chiara e precisa.

Dopo l’evento a finire in bellezza la serata abbiamo stappato il bianco antico di podere Pradaolo.

Un vino veramente assurdo!

un macerato bianco donde l’intuizione geniale è stata fare un blend con la malvasia semi aromatica … quello che ne è venuto fuori è stato un vino assurdo, buonissimo e con una incredibile capacità di beva.

Un vino che ho inseguito, e di cui ho preso una bottiglia per riberla con calma e la mia impressione è stata la stessa.

A quel punto ho deciso di tornarci per conto mio e  ho passato una serata, li, ad osservare e a cercare di percepire quello che mi ero perso.

Zombiwine in wonderland.

 Alla fine ho avuto la mia personale epifania: Mauro (cosi si chiama)  non è un personaggio della marvel, un super eroe o chi sa che; mauro è una persona che ha scelto di restare umano.

Ha deciso che anche se il mondo è grande, lui non vuole considerare che grandezza sia sinonimo di omologazione, si è costruito il personalissimo lembo di realtà e li ci vive.

Quanti di noi sono costretti ogni giorno ad essere ciò che non sono; quanti di noi hanno scelto di fuggire e di non affrontare la realtà di auto accettarsi.

Ci castriamo, ci omologhiamo perché abbiamo paura di non piacere;  ma non è questo il punto.

Come esistono i vini naturali che se  ne fottono della massa e preferiscono autenticità di loro stessi, così esisteremmo noi tutti nelle nostre infinite differenze e non dobbiamo amarci!

Ci dobbiamo odiare, schifare, comprendere, accoppiare, coccolare, sputare in volto, dire, urlare, combattere, ospitare, sfidare, a volte confortare, mai eliminare, e se possibile integrare in uun caleidoscopio di note , ritmi, beat, colori e cappelli.

Zombiwine in wonderland.

Mauro è questo, non è il personaggio scritto da uno pioniere della fotografia inglese con molti punti in ombra; mauro è un cappellaio nuovo, una persona che invece di recitare un ruolo…. Forse lo dirige, e così facendo…. D’impegno serve vino tutti i giorni a tutti i pazzi che come noi vogliono fuggire qualche ora da una realtà fatta di

Solfiti, tasse, acido tartarico, bollette, lieviti selezionati, cantati trap, giallo paglierino, chiamate dei call center, vini marmellatosi, donne scialbe che guardano la tua mastercard, vini bianchi troppo aspri, uomini immaturi che cercano la mamma,  brutte etichette, ingiustizie sociali, enoteche fredde, uomini comuni, musica noiosa…..

Boom!

Staccate la spina, prendete una bella bottiglia e festeggiate il vostro non compleanno ..

io ci sono tornato una seconda volta e è stato bello ed emozionante come la prima  fra teroldego freddo e un vino pugliese meraviglioso.

Voi che aspettate? che vi vengo a mordere?


2 commenti

Alex · luglio 17, 2018 alle 4:54 pm

Articolo senso di verità e poesia. Complimenti!

    zombiwine · luglio 17, 2018 alle 7:10 pm

    Grazie grazie mille

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