La mia batcaverna!

La mia batcaverna!

La mia batcaverna!Si avete letto bene, ho scritto batcaverna! Sono un uomo adulto su un blog di vino che ha esordito dicendo la mia batcaverna.

Eppure questo argomento per me è centrale e cruciale, perche negli ultimi quindici anni sono cambiati sia i consumi e sia soprattutto la fruizione del vino; quindi per uno come me è fondamentale trovare la propria batcaverna, ovvero il proprio rifugio. Quel luogo dove ci si può considerare parte dell’arredamento e ormai uno di casa.

Ma che deve avere un locale per essere un luogo vincente? Uno di quelli che non attraggono solo occasionali?  Quel tipo di locale dove uno mette radici e si diventa un gruppo di scalmanati da romanzo francese ?

 

La mia batcaverna !

Alla fine l’ho trovata a Roma una mia dimensione, fatta di vini, amici battaglie e risate; ma no voglio dirvi il nome del posto, visto che questo non è un post pubblicitario e visto che vi basta spulciare il mio instagram o le foto per scoprirlo.

Quello che invece secondo me è importante  è ragionare su alcune cose che possono migliorare l’esperienza “locale”.

E quindi bado alle ciance eccovi la mia personalissima riflessione su come deve essere una Batcaverna; se siete clienti allora questo articolo potrebbe aiutarvi a trovare la vostra realtà e se siete imprenditori…….

 

 

 

 

 

La mia batcaverna!

 

AMBIENTE.

Ognuno di voi ha delle preferenze, è normale e impossibile per un locale accontentare tutti ma se avete un idea cercherete il luogo più autentico dove vivere la vostra esperienza.

Negli anni novanta andava di moda l’irish pub; ne ho visitato milioni, tutti più o meno simili; tutti più o meno identici.

Dove ho visto i migiori irish pub? In irlanda! Mentre in scozia ho visto i pub scozzesi e in Inghilterra  quelli inglesi! Quello che non vedo spesso però sono i pub italiani! Ovvero locali dove si serve birra che non scimmiottano nulla o nessuno, magari che hanno la loro selezione di birre  senza bisogno di standardizzarne l’offerta.

Posti con un anima,con una ida, posti belli o brutti ma che sono veri e solo loro; non  grandi catene che si somigliano tutte ma locali con il loro oste che diviene una figura mitica e mitologica!

Come vedete l’ambiente e fondamentale; e ci sta pure un pub  che serve Guinness e che ha l’impostazione Irlandese, ma a meno che non si giochi a freccette, non si suoni tutte le sere  quel posto sarà una brutta copia di qualcos’altro.

Date un anima al vostro locale , date la vostra anima al vostro locale: pagherà sempre!

La mia batcaverna!

Deve essere un posto autentico .

OFFERTA

L’offerta in un locale è il motivo  per cui uno torna spesso in quel posto.

In questo articolo non parliamo di cibo in senso stretto ma di beverage. La prima cosa che io vedo in un locale è l’offerta di vini che ha e i ricarichi che applica.

Non avete idea di quanto sia fondamentale questo discorso.

Tutti pensano al esperienza tavola, come un esperienza globale  dove cibo e cantina vanno di pari passo, ma non è così un elemento deve sempre dominare l’altro .

In un  grande ristorante vado per fare una grande cena, e in una grande enoteca vado per bere grandi vini, o quantomeno per far si che il vino sia principe della serata.

Mi piacciono le carte dei vini non enciclopediche perché poi mi ci perdo dentro e non sono di compagnia; mi piaccino le enoteche che cambiano  l’offerta molto spesso e che non si fossilizzano sempre sugli stessi prodotti.

Tradotto non darmi una cantina con ottomila referenze ma dammi  una che varia spesso e sempre.

Mi piace andare in posti dove si scoprono nuovi prodotti  e produttori, in cui ogni volta trovo qualche novità!

Il segreto è non riempirsi di prodotto, restare senza dover sempre rincorrere il magazzino, e in questa maniera quello che vendi rimpiazzi, e lentamente ti trivi prodotti che ti rappresentano e prodotti invece che vanno e vengono. Questa politica incuriosisce il cliente e gli da modo di incuriosirsi e voler sempre tornare a trovarvi .

 La mia Batcaverna!

Deve essere una fucina di idee e di proposte e lo stesso vale per il cibo: pochi piatti ma curati, pochi piatti che cambiano spesso, pochi piatti che mi invogliano a tornare, e materie prime favolose: nello specifico io adoro i taglieri con quelli ci si concentra sul vino e si vince sempre.

PREZZI

E lo so mo qui cascano le madonne però pure ci dovevamo arrivare ; non sarò qualunquista la mia bat caverna è un posto dive posso spendere esattamente quanto voglio spendere io.

Che vuol dire? Vuol dire che un locale che decide di marginare un pochino meno sulla vendita al tavolo delle bottiglie (o addirittura di fare prezzi da enoteca) vede di più facilmente la possibilità che si ordini più di una bottiglia e quindi se io so (e io credetemi lo so) che sto pagando una bottiglia un prezzo conveniente… tornerò sempre da voi.

Faccio un esempio a  me molto caro.

Un produttore che a me piace molto lo trovo da Eately a 25,5 € in asporto e  32€ se la volessi consumare in uno dei ristoranti di Eately..

Questo per me è il prezzo di riferimento, non perche io ami o detesti il lavoro di Farinetti (che a Roma per l’inciso in enoteca sta facendo un lavoro veramente notevole) ma perché è il prezzo che ritengo corretto.

Qualche settimana dopo nella mia Batcaverna vedo comparire questo vino a 25€ da asporto e 30 al tavolo: La mia batcaverna  ha vinto!

In conclusione  come vedete sono tre gli elementi fondamentali

Ambiente, offerta e costo.

 La mia Batcaverna!

Lo so che questo articolo non agiunge nulla a nulla, ma molto spesso la gente non riflette su ciò che davvero ama ed è un peccato, perche non avete idea di che bellissima cosa sia avere un locale dove andare la sera.

Un di quei posti in cui scopri, ridi, ti rilassi.

Questi sono i posti che amo, e non strambi tiki bar con bevande impronunciabili e musica tecno in sottofondo. Odio quei posti in cui la gente va per esserci; i posti alla moda, i posti dove ragazze dai vestiti corti sembrano felini in caccia.

Datemi un tavolino una bella bottiglia e una sala piena di gente vera.

 

Categorie: Esperienze

2 commenti

Alex · maggio 8, 2018 alle 2:18 pm

Una dichiarazione d’amore al vino e ai suoi operatori!

    zombiwine · maggio 8, 2018 alle 11:18 pm

    Il mondo più bello che c’è e quello che ami

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