Don chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito.

Don Chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito!

È circa un mese che non scrivo; ed un mese è veramente un sacco di tempo per un blog.

In questo mese mi sono frantumato  in mille frammenti , in mille cocci e questa dispersione di idee e pensieri ha portato ad aver assaggiato un sacco di cose diverse; quindi senza perderci in preamboli andiamo a vedere un po’ di bottiglie assieme  e attraverso quelle forse riuscirò a tirare le fila di una bella storia.

La  storia da narrare è stato il mio incontro fra il Tufiello e Tenuta Grillo.

A chi appartengono queste due aziende?

Sempre alla stessa persona ovvero  a quella bellissima entità astratta che risponde al nome di Guido Zampaglione.

Questo signore possiede due vigne. La prima che per me è più famosa (visto che la conoscevo già) si trova a Callitri, in Irpinia; qui nasce una telenovela del mondo enoico.

Da principio Guido era l’enologo dello zio: quel Luigi Zampaglione che produce un vino che da solo ha raccontato tutta l’Irpinia: Il don Chisciotte.

Solo ottomila bottiglie per raccontare al mondo un microcosmo.

Quando Guido ne era l’enologo il risultato era un vino infinito; ma poi le strade si dividono e così la direzione enologica cambia di mano.

Don Chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito.

Poco male, Don Chisciotte cambia; né in meglio né un peggio, ma trova la sua specifica dimensione umana e però su a Callitri a guardare le pale eoliche come mulini a vento resta un’altra piccola vigna di proprietà dei genitori di Luigi; una piccola tenuta 2,5 gli ettari vitati, 6200 piante ettaro, il vitigno è esclusivamente Fiano coltivato in alta collina 700-800 metri su terreni praticamente di montagna.

Questa azienda è in un luogo d’Italia sferzata dai venti che a volte soffiano così forti da strappare alla terra i cereali (vera ricchezza del Tufiello).

Bene con queste premesse una volta l’anno Guido torna a Callitri dal suo Monferrato e vinifica.

Non è un eroe, è un uomo che ama il vino e la sua terra  e questa terra risuona come sulle note di Asturias di Albeniz.

Quasi per non far dimenticare alle piante il suo nome il suo bellissimo Fiano si chiamava Sancho Panza.

Così che in altissima Irpinia sui monti il cui paesaggio potrebbe essere il luogo dove Re  Artù si ritirò due membri della stessa famiglia  e con il medesimo vitigno rendono omaggio alle sfide impossibile.

Don Chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito.

Mi rendo conto la lungaggine ma fare questa premessa era fondamentale altrimenti non avreste percepito la bellezza e la complessità di storie che vivono dietro ad un vitigno (il Fiano grande uva a bacca semi aromatica) e una famiglia e non avreste potuto capire che tipo di vinificazione applica Guido.

Nel bene e nel male il suo Fiano è un vino estremo: ottenuto con macerazioni lunghissime e contatto continuo con le bucce quello che ne viene fuori è un orange senza compromessi ma con una bevibilità montana e una freschezza potentissima: inutile dirvelo compratene a casse!

Quest’ anno però Guido si è voluto sbizzarrire e ha deciso di fare una prova che è il vino che seicento parole fa avevo deciso di raccontarvi ovvero un fiano talmente estremo da rivaleggiare col Gaia di Cantina Giardino ( i quali sono amici di Guido) e quindi è nato così il Montemattina ovvero un Sancho panza con un anno di invecchiamento in più e si sente!

Se si sente!

Resine e erbe montane! Le mele  e una paletta olfattiva megalodontica un vino di cui mi dispiace sinceramente averne presa un’unica bottiglia!

Vi dico sinceramente che capisco gli uomini che raccontano storie di borgogna o di mosella e non posso farci nulla se io racconto storie d’Irpinia; ma quei profumi e quei luoghi  sono talmente tanto lontane dalle rotte cool e fighe che non solo vanno raccontate ma vanno vissute intensamente e interamente.

Don Chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito.

Per capire questo produttore ho deciso di conoscere anche il suo lavoro in Monferrato  fortuna ha voluto che io l’abbia incontrato ad una bellissima manifestazione: “ Van “ Vignaioli Naturali Artigiani; tenutasi all’interno dell’ex Mattatoio di testaccio (alla fiera dell’altra economia) e abbia potuto riconoscerlo, conoscerlo e scambiarci qualche parola si è rivelato un uomo dal viso buono e dall’anima ventosa come i suoi monti.

Vi devo dire che l’uomo Zampaglione mi è piaciuto molto e così dopo aver assaggiato i vini che fa a Monferrato nella sua azienda chiamata Tenuta Grillo (e che veramente meriterebbero forse anche più di Montemattina) ho deciso di portarmi via anche una bottiglia di Igea un barbera d’asti  vinificato alla maniera “Zampaglionesca” quel che ne viene fuori è un vino completamente animale, potente e con aromi terziari che governano su tutto e che tanto ricordano quella seduttività tutta animale che a volte ci assale e che quando la vediamo in una donna siamo fregati!

In quel caso meglio scappare! Non esitare neanche un istante oppure saremo inguaribilmente accalappiati in una ragnatela !

Ragazzi miei che vini!

Spero di cuore di avervi potuto trasmettere l’emozione di un viticultore così emozionante da essere conteso fra Europa e Asia.

Dal mio scrivere però vorrei che fosse chiaro un concetto; seppure questo articolo è dedicato  Guido che per me rimane un Enologo eccezionale e una persona che quando parla dei suoi vini  lo fa con un amore infinito non dobbiamo dimenticarci che tutto nacque da due persone.

Don chisciotte e Sancho Panza e Cervantes è servito.

I due Zampaglione; non conosco le meccaniche e le metodiche del loro confrontarsi, e sinceramente non mi interessano, quello che mi interessa è che voi tutti teniate bene a mente che Don Chisciotte è un vino incredibile e non un fiano di serie B.

Don Chisciotte è il vino che mi ha fatto innamorare degli orange wine  e il fatto che adesso sia cambiato un pochino a favore di una migliore bevibilità non vuol dire che sia di punto in banco diventato un vinello  da supermercato!

E uno dei tra grandi fiano della mia vita

Zampaglione

Giardino

Zampaglione

Ecco la mia trinità del fiano; e nel caso dei big Z non metto neppure il nome vorrei che vi avvicinaste a questo mondo liberi da schemi e classifiche .

Divertitevi ragazzi: o vi divorerò!


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